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Attaccamenti

 31.35

Anno: 2013
Editore: Alpes Italia
Autore: Società Psicoanalitica Italiana
Argomento: Psicoanalisi

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Descrizione

Con i contributi di: Massimo Ammanniti – Vincenzo Bonaminio – Elena Carloni – Nino Dazzi – Giuseppe Di Chiara – Benedetto Farina – Anna Ferruta – Antonino Ferro – Peter Fonagy – Francesco Gazzillo – Benedetta Guerrini – Vittorio Lingiardi – Giovanni Liotti – Stefania Nicasi – Giampaolo Nicolais – Mario Rossi Monti – Sergio Muscetta – Emanuela Prato Previde – Paolo Rossi – Chiara Rosso – Giuseppe Sabucco – Allan N. Schore – Judith R. Schore – Anna Maria Speranza – Mary Target – Paola Valsecchi – Patrizia Velotti – Giulio Cesare Zavattini Per la prima monografia della nuova collana la scelta è caduta sul tema dell’attaccamento. Non al singolare, nel senso della teoria dell’attaccamento. Al contrario, attaccamento al plurale, con l’idea di esplorare a tutto campo il tema partendo dalla teoria dell’attaccamento, nata all’interno del crogiolo psicoanalitico grazie a una creativa convergenza con altre discipline. La teoria dell’attaccamento rappresenta un ambito centrale ma anche parziale del fascicolo. Intorno a essa si sviluppa un discorso in primo luogo di carattere storico che prende in considerazione due aspetti molto distanti tra loro: la figura di John Bowlby da un lato e la ricezione della teoria dell’attaccamento nella psicologia accademica italiana dall’altro. Il nocciolo della sezione dedicata alla teoria dell’attaccamento è tuttavia rappresentato dal contributo di Fonagy e Target che potremmo considerare una sorta di Manifesto della teoria dell’attaccamento in versione aggiornata. Dalla discussione del lavoro di Fonagy e Target da parte di due auto-revoli psicoanalisti italiani, prende l’avvio l’analisi di una serie di sviluppi della teoria dell’attaccamento all’interno del campo analitico: il confronto con le neuroscienze, la concettualizzazione della sessualità in adolescenza, la psicoterapia psicoanalitica, la psicopatologia cognitiva. Ma attaccamento non è soltanto teoria dell’attaccamento nè attaccamento in senso etologico-comportamentale: vuol dire anche attaccamento a sistemi di riferimento, modelli, teorie, visioni del mondo che qualche volta diventa così ostinato da rendere difficile tornare sui propri passi, rivedere criticamente le proprie idee, cogliere sviluppi e nuove possibilità, nel campo della scienza come in quello della psicoanalisi. In che misura ad esempio una quota di dogmatismo è salutare al progresso della scienza? Quando è utile a impedire che una teoria sia troppo frettolosamente abbandonata sotto la spinta delle critiche? In che modo contemperare dogmatismo e innovazio-ne? Quando l’attaccamento a un sistema di idee si trasforma in ideologia o in paranoia e diventa “malattaccamento”, ovvero distorsione dell’attaccamento? Un malattaccamento che riguarda anche la psicoanalisi e che può tradursi in disaffezione alla psicoanalisi. Attaccamento può significare anche dipendenza relazionale o distorsione perversa dell’attaccamento. E ancora e soprattutto legame: che cosa accade quando si crea un legame solido, che resiste agli insulti del tempo e all’usura di una vita? Che cosa accade in quelle coppie, sempre più rare, che “tengono” e arrivano a invecchiare insieme? Di che natura è il legame di attaccamento negli altri animali o con quegli animali con i quali l’uomo ha stabilito un rapporto privilegiato? Per finire, come si configurano l’attaccamento e la coscienza di legame in culture molto diverse dalla nostra?