Dipendenze e misure alternative alla pena. Trattamenti sanitari volontari, condizionati e obbligatori nella doppia diagnosi

 27.00

Anno: 2014
Editore: Franco Angeli
Autore: Annamaria Lax , Daniele Carretta , Giuseppe Carrà , Massimo Clerici
Argomento: Psicologia clinica

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Descrizione

La complessità delle problematiche inerenti l’uso di sostanze – e le conseguenze cliniche che ne derivano – hanno determinato, col passare degli anni, un interesse crescente sul tema e ciò sia tra gli operatori che nel grande pubblico: l’incremento progressivo della diffusione delle patologie alcool e droga-correlate rappresenta infatti, oggi, un allarme sociale crescente comportando, peraltro, una serie importante di limiti e criticità nell’operare dei Servizi. In tutto ciò, il fenomeno della cosiddetta “doppia diagnosi”, cioè della comorbilità tra disturbi mentali e disturbi da uso di sostanze, ha contribuito ad introdurre elementi di confusione organizzativa e, spesso, di impotenza sulla “guaribilità” nel tempo di tali disturbi, nonché sulla capacità di contenere la continua estensione di tali fenomeni nella società attuale.
I limiti più importanti, dal punto di vista organizzativo, riguardano la sostanziale separazione dei Servizi esistenti in una dimensione tripartita determinata dalle leggi attualmente in vigore che vedono soprattutto il tema della valutazione e del trattamento della doppia diagnosi distribuirsi su unità di offerta appartenenti a Dipartimenti diversi (DSM, SerD e la costellazione delle residenzialità terapeutiche appartenenti al privato sociale ed al terzo settore). Le criticità, ormai esplicite agli occhi della comunità scientifica e clinica, riguardano invece i modelli di valutazione diagnostica e di trattamento che sembrano ancora scarsamente presenti – o poco utilizzati – nella realtà italiana e, soprattutto, raramente guidati da un approccio evidence-based in grado di ottimizzare le scelte, ilmatching paziente/servizio/trattamento, nonché di favorire la selezione progressiva dei percorsi più idonei e efficaci nell’offerta dei programmi per questo tipo di utenza.
In questa dimensione dei problemi il trattamento coattivo e/o volontario dei disturbi correlati all’uso di alcol e sostanze in comorbilità è la punta di un iceberg che ha sollecitato, negli anni, fortissime resistenze di tipo ideologico nell’area delle tossicodipendenze: tema che invece, pur ampiamente sviluppato nell’ambito della terapia dei disturbi mentali, non riesce ancora a declinarsi correttamente in relazione ai pazienti portatori di entrambi i disturbi.
Il volume si propone di portare il primo dettagliato contributo su tale area di problemi nel nostro paese a partire da una disamina puntuale del panorama internazionale e della sua possibile fruibilità in Italia: recipienti privilegiati di tali riflessioni i Servizi, di ogni tipo, che si occupano di questi disturbi e gli operatori, di più diverso orientamento professionale, che contribuiscono alla gestione delle problematiche alcool e droga-correlate.