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Fare psicoanalisi, vivere la clinica, sognare la teoria

 22.80

Disponibile

Anno: 2010
Editore: Borla
Autore: Mauro Manica
Argomento: Psicologia

Descrizione

«L’idea centrale che anima le intenzioni più profonde di questo libro prende le mosse dalla considerazione che la psicoanalisi non possa più essere pensata come un sistema teorico rigido, monolitico e fondamentalmente deterministico. Ho al contrario l’impressione che, nei suoi sviluppi, sia invece venuta a costituirsi come una scienza essenzialmente umana e relazionale, che può generare una pluralità di modelli a partire dalla clinica: da quell’incontro, cioè, intimo e ispirato che si svolge tra paziente e terapeuta, tra paziente e analista, nella stanza d’analisi.

Certo, sono rintracciabili delle “invarianti” nella teoria psicoanalitica, delle strutture di base che conferiscono una unitarietà al metodo… A partire però da queste “invarianti” è inevitabile che ogni relazione che venga a stabilirsi tra paziente e analista generi dei modelli “variabili” che sono il prodotto creativo, poetico e onirico di quello specifico incontro. Al limite possiamo ipotizzare che esistano tanti modelli quante sono le coppie analitiche (paziente-analista) in grado di pensarli e di sognarli… Se Freud aveva detto che “là dov’era l’Es (la matrice primordiale inconscia della nostra vita psichica, la dimensione del protomentale) dovrà esserci l’Io (il dominio della coscienza e della consapevolezza)”, la psicoanalisi attuale ha sviluppato questa intuizione freudiana portandoci a pensare che là dove c’era l’impensabile di un’esperienza emotiva caotica e traumatica, dovrà esserci la possibilità di essere se stessi. Dovrà essere offerta l’occasione di diventare se stessi, di recuperare il proprio potenziale creativo e poetico, la spontaneità e la libertà di un pensiero autonomo e personale. È questa nuova prospettiva a fare tuttora della psicoanalisi un metodo convincente ed efficace tanto per la comprensione della sofferenza psichica individuale, come di quei disfunzionamenti delle mentalità di gruppo, di quelle “sindromi psicosociali” (per usare una bella definizione di Di Chiara) che affliggono la nostra epoca» (dall’Introduzione).