Il linguaggio di Winnicott. Dizionario dei termini e dei concetti winnicottiani

 44.00

Anno: 2013
Editore: Franco Angeli
Autore: Jan Abram
Argomento: Psicoanalisi

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Descrizione

Donald Woods Winnicott (1896-1971) è una figura eccezionale nel panorama della psicoanalisi contemporanea ed ha lasciato una eredità di concetti, idee ed osservazioni la cui importanza continua a crescere. L’originalità del suo pensiero si rispecchia nell’uso dei termini e delle parole con cui egli ha proposto le sue formulazioni cliniche e teoriche.
Il linguaggio di Winnicott ne è la prima guida comprensiva ed affidabile. È un vero e proprio dizionario del lessico winnicottiano, profondamente aggiornato in questa nuova edizione con nuove voci fondamentali, che esamina in modo sistematico, con ampio uso di citazioni e riferimenti testuali, i concetti chiave del suo pensiero. Ognuna delle voci, a sua volta, è articolata in una molteplicità di sottovoci collegate tra loro da riferimenti incrociati. In questa edizione il volume è corredato dai lemmi originali inglesi per facilitare il lettore ad unificare il linguaggio winnicottiano.
Se il volume nel suo insieme ripercorre in modo ragionato le vie attraverso cui si è andato sviluppando il pensiero di Winnicott in più di quarant’anni di lavoro clinico e teorico, la sua struttura a più entrate lo rende uno strumento maneggevole ed indispensabile per l’accesso al suo contributo: per lo studente che non ha ancora incontrato Winnicott è un avamposto per attingere alla ricchezza di pensiero che l’attende; per lo psicoanalista e lo psicoterapeuta può essere una fonte di nuovi insight che possono illuminare la pratica clinica; per lo studioso è una miniera di dati bibliografici e tematici.
Il volume è corredato inoltre da una bibliografia dei volumi di Winnicott curata da Harry Karnac, e da una bibliografia cronologica completa curata da Knud Hjulmand.
Come ha scritto André Green, “ci sono molti libri su Winnicott. L’originalità di questo volume è che esso è vicino ad una enciclopedia. Molte persone usano spesso in modo inappropriato le espressioni di Winnicott (per esempio ‘falso Sé’) o gli attribuiscono in modo erroneo interpretazioni di concetti di base della psicoanalisi (per esempio a proposito della sessualità). Grazie a Jan Abram questo non passerà più inosservato e non sarà più possibile fraintenderlo allo scopo di supportare altre concezioni alle quali egli stesso si opponeva. Per me, una cosa è certa: Winnicott è senz’altro la mente più grande della psicoanalisi dopo Freud. Jan Abram lo prova in modo eccellente”.