Il male dal prisma del Kulturarbeit. Sull’opera di Nathalie Zaltzman

 18.00

Anno: 2014
Editore: Franco Angeli
Autore: Barbara De Rosa
Argomento: Psicopatologia

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Descrizione

Poco conosciuta in Italia, dove solo di recente sono apparse traduzioni di suoi lavori, Nathalie Zaltzman (1933-2009) è stata una figura di rilievo nel panorama psicoanalitico contemporaneo. Questo volume propone il confronto tra autorevoli esponenti del Quatrième Groupe a lei legati e componenti di un gruppo di ricerca interdisciplinare impegnato sul tema del disagio della civiltà.
Presentazione del volume

Poco conosciuta in Italia, dove solo di recente sono apparse traduzioni di suoi lavori, Nathalie Zaltzman (1933-2009) è stata una figura di rilievo nel panorama psicoanalitico contemporaneo. Con Piera Aulagnier ha segnato la vitalità scientifica del Quatrième Groupe, tra le più interessanti società psicoanalitiche francesi.
Ricercatrice originale, in dialogo fecondo con l’opera freudiana, ha rinvigorito il legame tra individuale e collettivo, incardinandolo solidamente nella clinica psicoanalitica.
Nella convinzione che la psicoanalisi vada intesa come strumento del lavoro di civiltà (Kulturarbeit), ha posto questioni coraggiose sul rapporto tra Kulturarbeit e male estremo: le potenzialità e le impasses del lavoro di civiltà; la resistenza dell’uomo di fronte alla barbarie; l’inumano nell’umano; il totalitarismo di Eros e la funzione vitale di Thanatos in situazioni estreme. Riferimento, quest’ultimo, al suo concetto di pulsione anarchica che percorre carsicamente l’intera produzione scientifica.
Questo volume propone il confronto tra autorevoli esponenti del Quatrième Groupe a lei legati da affinità scientifiche, formative e personali e componenti di un gruppo di ricerca interdisciplinare da tempo impegnato sul tema del disagio della civiltà e le sue variazioni nell’orizzonte contemporaneo.
Il fil rouge dei contributi qui presentati è la questione del male, analizzata fuori dentro le muradella clinica psicoanalitica: dalla figura prometeica del Don Giovanni di Molière, all’inquietante fenomeno delle Mara, efferate organizzazioni criminali giovanili che oggi funestano l’America latina; fino ad una “clinica dell’estremo”, quella del reale di una violenza catastrofica divenuta eredità muta che pone lo psicoanalista a confronto con le impasses e gli aggiustamenti della sua tecnica.