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Il pensare

 17.18

Anno: 1996
Editore: Borla
Autore: Didier Anzieu
Argomento: Psicologia

Descrizione

«Di questo nuovo libro di D.A. colpisce anzitutto la singolarità dell’impianto secondo cui esso è organizzato: se infatti dal punto di vista formale il libro evoca lo stile del ragionamento geometrico, nel contenuto sa peraltro comunicare al lettore la dimensione conflittuale del pensare, e propone l’immagine di un’attività mentale che sa tollerare le scissioni, le incertezze, l’indefinitezza… È questa oscillazione -come in un reciproco contrappeso- tra l’esercizio di un pensiero lineare, conscio e razionale ed il travaglio dell’incompiutezza, del rovesciamento di prospettiva e del non-sapere (o della provvisorietà del sapere) ciò che costituisce per l’A. il nucleo fecondo del Pensare, ed è precipuamente questa l’esperienza alla quale anche la mente del lettore deve rimanere aperta… Una delle caratteristiche di quest’ opera è infatti la molteplicità di diramazioni concettuali che si dipartono su binari non sempre paralleli, e si concatenano in un susseguirsi di 45 Proposizioni, puntellate da Commentari che -proprio là dove sembrano chiudere il cerchio di un ragionamento logico-sanno ritornare su se stessi per aprirsi a nuove riflessioni e prospettare nuovi spunti di pensiero… Da chi e in che modo il libro può essere letto con profitto? Seppure scritto da uno psicoanalista e rivolto essenzialmente agli psicoanalisti, le idee che D.A. propone possono in realtà essere feconde per chiunque, a vari livelli, si interessi agli attuali dibattiti sulla scienza, sulla conoscenza, sulla filosofia e sociologia della comunicazione. Riguardo poi alla modalità di lettura più proficua, forse è lo stesso Anzieu che ce la suggerisce quando, fornendoci un’ulteriore suggestione sul pensare, parla di un’attività mentale che sappia alternativamente de-centrare e ri-centrare i pensieri, alla ricerca di un punto fisso a partire dal quale i ragionamenti possano svilupparsi in cerchi sempre più ampi, criticamente e creativamente