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La brutalità delle cose

 13.30

Anno: 2015
Editore: Mimesis
Autore: Lorena Preta
Argomento: Psicoanalisi

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Descrizione

In ogni esperienza psichica, come pure nella produzione di un’opera d’arte, è presente un nucleo intrasformabile, che resiste a qualsiasi intervento su di esso. Siamo abituati a trattare queste alterità irriducibili e radicali in modo da adattarle alle nostre modalità di conoscenza e al nostro vissuto, ma in realtà esse costituiscono la materia bruta del nostro vivere e quindi della nostra umanità. Possiamo tuttavia operare su di esse mediante delle trasformazioni che, pur non alterandone la sostanza, le immettano in una configurazione diversa, generando delle forme nuove. La psicoanalisi può favorire questo percorso, difficile e rischioso, fornendo un’attrezzatura resistente, come una tuta sofisticata, che permetta di attraversare gli spazi siderali della vita psichica e della realtà umana, senza andare in fiamme al primo impatto. Nel mondo attuale ci troviamo a far fronte a problematiche mai poste prima, sradicanti le vecchie certezze, perturbanti rispetto alle usuali esperienze di noi stessi e degli altri. Incontriamo conflittualità disorganizzate e frammentarie alle quali la psicoanalisi può tentare di rispondere adoperando la modalità che è alla base stessa della sua teoria e della sua clinica: una procedura aperta, non difensiva, che allarghi il campo di esperienza piuttosto che circoscriverlo. Per questo appare necessario il suo intreccio con le varie forme del sapere in modo da riuscire a mettere in collegamento aspetti e livelli diversi della realtà psichica e di quella esterna.

Lorena Preta è Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e della International Psychoanalytical Association (IPA). Ha scritto e diretto per molti anni varie serie di programmi scientifici per la RAI-TV. è stata direttore della rivista “Psiche” (Rivista di Cultura della Società psicoanalitica italiana, ed. Il Saggiatore) dal 2001 al 2009. Ha ideato e curato per molti anni Spoletoscienza (Incontri di scienza e cultura all’interno del Festival dei due Mondi di Spoleto). Ha ideato e curato (insieme a Pino Donghi), la collana “Lezioni italiane” presso la casa editrice Laterza. Ha curato per i tipi Laterza molte pubblicazioni, alcune tradotte anche all’estero, tra le quali: La narrazione delle origini (1991); Che cos’è la conoscenza (con Mauro Ceruti, 1991); Immagini e metafore della scienza (1993); La passione del conoscere (1993); Il caso e la libertà (con M. Ceruti, P. Fabbri, G. Giorello, 1994); In principio era la cura (con Pino Donghi,1995); Nuove geometrie della mente (1999). È autrice di vari saggi pubblicati in libri e riviste.