La mente del corpo: intenzionalità e inconscio della coscienza. L’azione umana tra natura e cultura

 38.00

Anno: 2015
Editore: Franco Angeli
Autore: Gian Paolo Scano
Argomento: Psicoterapia

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Descrizione

In breve
Il volume si rivolge principalmente a psicologi clinici, psicoterapeuti e psicoanalisti, ma per la sua vicinanza all’ambito più generale della teoria della mente, per l’analisi critica della teoria freudiana della mente, per l’esplorazione dello spazio concettuale, in cui costruire una nuova teoria generale, può interessare anche il pubblico non specialista.
Presentazione del volume

La mente del corpo è un saggio di psicoanalisi che, in controtendenza rispetto alla letteratura clinica corrente e da un’ottica marcatamente teorica, affronta il problema della teoria generale, tema centrale sino alla fine degli anni ’70, oggi trascurato e quasi dimenticato.
Esso si ripropone, anzitutto, di fare il punto sullo stato dell’arte della teoria generale della psicoanalisi e di vagliare la solidità del modello freudiano della mente, che risulta difficilmente compatibile con il panorama filosofico, epistemologico e scientifico del nostro tempo. Tale esito critico esige una conseguente valutazione dell’idea, condivisa nel mondo psicoanalitico ma assai fragile dal punto di vista teorico e logico, secondo cui la falsificazione del modello freudiano della mente (metapsicologia) sarebbe irrilevante per la teoria e la pratica clinica.
L’analisi critica dimostra invece la necessità e l’urgenza di rimettere mano al progetto di una riformulazione teorica globale, che i rapaportiani non riuscirono a realizzare negli anni ’70, ma che il modificato panorama scientifico e culturale sembra oggi incoraggiare e consentire. In vista di tale obiettivo è necessaria una preliminare esplorazione del territorio concettuale per individuare il punto di vista, le direttrici essenziali e le coordinate generali dell’auspicata costruzione teorica. L’esplorazione parte dal riesame del concetto di intenzionalità,
da una nuova e differente soluzione del problema dell’intenzionalità inconscia e da una rilettura, organismica, “incorporata” e saldamente ancorata all’evoluzione, della tematica dell’Io e dell’inconscio. Sembra, infatti, ragionevole che si debba ormai espungere l’inconscio dalla classe delle cose-che-spiegano (explanans) per situarlo, più correttamente e logicamente, in quella delle cose-da-spiegare (explanandum).