La scienza relazionale e le malattie mentali. Narrazioni di psichiatria, counseling e psicoterapia

 39.00

Anno: 2017
Editore: Franco Angeli
Autore: Vincenzo Masini, Emanuela Mazzoni, Emilia Scotto
Argomento: Psichiatria

Descrizione

Narrare la malattia e la guarigione consente l’emersione di dati e suggerimenti che sono invisibili alle linee guida e ai protocolli. Purtroppo la medicina narrativa, e più in generale la narratività, è stata oggetto di pirateria mascherata da buonismo da parte di chi, avendo scoperto la vendibilità di questo brand, l’ha usata in modo riduttivo e superficiale senza comprendere la natura complementare tra evidence medicine e narrative medicine.
Il volume vuole essere testimonianza delle potenzialità della narrazione nel contesto della malattia mentale partendo dai racconti di chi cura, dalla loro filosofia di riferimento, dalla loro personalità e, soprattutto, dal rapporto con alcuni tipi di pazienti per loro elettivi.
La classificazione dei modelli di relazione converge sulle tre grandi epistemologie della malattia mentale: i disturbi del pensiero, dell’attivazione e dell’umore.
Attraverso la miscela di queste categorie Emanuela Mazzoni rilegge e reinterpreta il DSM mettendo a fuoco le aporie tra DSM IV e DSM-5 e riposizionando tra di loro i modelli politetico e dimensionale. Soprattutto però mostrando la comorbilità come una risorsa diagnostica e terapeutica e non come un problema.
La base empatica della relazione, dimostrata attraverso le scoperte delle neuroscienze, si corrobora ulteriormente attraverso i più recenti studi sulle risonanze cerebrali tra le onde captate dai neuroni specchio e le loro modulazioni si offrono come il tessuto relazionale indispensabile per la terapia.
La terapia relazionale si incentra infatti sul modo di porsi del terapeuta nei confronti di quello specifico paziente e la relazione di cura prende la sua forma corretta a partire dalle resistenze che il paziente esprime.
L’interpretazione narrativa della malattia mentale descrive l’insieme dei disturbi come emersione di residui relazionali primitivi nel vissuto del paziente che non trovano più contenimento dalle relazioni sociali dotate di senso in cui il paziente è immerso.
L’approccio relazionale alla terapia è descritto da Emilia Scotto nell’ultimo capitolo del volume con una lunga serie di esempi ordinati secondo lo schema narrativo e connessionista con cui sono state precedentemente reinterpretate le diverse versioni del Manuale Diagnostico Statistico.