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La scorza e il nocciolo

 34.20

Anno: 1993
Editore: Borla
Autore: Nicholas Abraham , Maria Torok
Argomento: Psicologia

Descrizione

“«Nicolas Abraham [1919-1975] e Maria Torok (1925], di origine ungherese, emigrarono entrambi a Parigi, dove nel 1950 si incontrarono e divennero compagni inseparabili nella vita e nel lavoro di ricerca. Osando immettere après coup “etero-fantasmi” nell’opera freudiana, in altri termini nella stessa autobiografia di Freud – innanzitutto quelli rimossi da Freud e da tutto il movimento psicoanalitico: il fantasma di Ferenczi, quello della filosofia ad esempio – essi hanno immaginato il luogo psichico di un lutto che non riguarda né la psiche né gli affetti di un solo individuo. Viene così offerto allo sguardo del lettore pronto ad usare la propria immaginazione uno spazio metapsicologico rinnovato, al cui interno si articola un topos segreto, una sorta di cripta che serve ad occultare la dimensione dolorosa della perdita e del lutto non elaborati dell’Altro: l’ipotesi di una dimensione tombale dell’Io che gli autori chiamano “inconscio artificiale”. Vi sono pagine di questo libro, quelle ad esempio sul fantasma, sul lutto e sulla melanconia, dove i due autori mostrano la loro straordinaria capacità clinica. Il loro repertorio è sempre quello classico: interpretazioni, costruzioni, transfert, analisi dei sogni, libere associazioni e attenzione ugualmente fluttuante; tuttavia l’ipotesi metapsicologica di base appoggiata da una grande capacità di lavorare “poeticamente” sul linguaggio e sugli affetti del paziente, aiuta a scoprire poemi trans-individuali, trans-generazionali e a fare emergere ciò che è da sempre sepolto nella psiche e mai reso pubblico»