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L’intima stanza

 24.70

Anno: 2008
Editore: Borla
Autore: Giuseppe Civitarese
Argomento: Psicologia

Descrizione

“Il presente volume raccoglie una serie di saggi che ruotano attorno alla teoria del «campo» analitico. Sin dal titolo, vengono evidenziati alcuni dei temi trattati. L’intima stanza: la stanza d’analisi, innanzitutto, come cornice spazio-temporale della cura; poi, come visione interiore, ogni volta persa e recuperata, del terapeuta che guarda ai fatti della seduta in un’ottica radicalmente antirealista, quando considera, cioè, che tutto possa avere a che fare con il transfert, con il pensiero onirico della veglia e, in definitiva, con le espressioni della realtà psichica. Ma l’intima stanza è anche lo spazio interno che l’analisi mira a istituire nel soggetto, dimensione al tempo stesso privata e sociale in quanto fondata sulla relazione con l’altro. Per svilupparsi, infatti, la mente ha bisogno di un’altra mente che accolga le emozioni e le sensazioni primitive da cui è investita, trasformandole grazie alla propria maggiore capacità di sognare, ovvero simbolizzare. L’intima stanza, infine, come espressione che, attraverso San Juan de la Cruz, che la cita più volte e dall’opera del quale è ripresa, ci porta al Bion «mistico». Se è lecito usare tale attributo in riferimento allo psicoanalista britannico, è perché, al fine di comprendere i fatti dell’analisi, egli tende a superare la cesura che oppone l’intuizione al pensiero empirico e logico-dialettico. Bion presenta il reale, in ultimo, come inconoscibile, come un qualcosa cui ci si può avvicinare solo per opacamento e negazione e, suggerendo di rinunciare alla memoria e al desiderio, pone con forza l’esigenza di tollerare i paradossi, le ambiguità e le aporie della ragione. Tra gli argomenti trattati: il concetto tradizionale di setting, da Bleger a Ogden, e quello meno corrente di setting interno, affrontato a partire dall’immagine freudiana del transfert come incendio a teatro; la realtà virtuale come metafora del gioco di immersione e interattività che caratterizza il dialogo analitico;