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Mind change. Cambiamento mentale. Come le tecnologie digitali stanno lasciando un’impronta sui nostri cervelli

 20.90

Anno: 2016
Editore: Giovanni Fioriti Editore
Autore: Susan Greenfield
Argomento: Neuroscienze

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Descrizione

In un mondo dove gli adulti passano anche dieci ore al giorno online e i tablet sono i comuni mezzi con i quali i bambini imparano, giocano e crescono, Cambiamento Mentale rivela – come mai prima d’ora – gli aspetti fisiologici, sociali e culturali della vita nell’epoca digitale. Viviamo in un mondo inimmaginabile soltanto pochi decenni fa: un regno di schermi retroilluminati, di informazioni istantanee e di esperienze virtuali eccitanti che possono competere con la realtà. Queste nuove tecnologie offrono incredibili opportunità di lavoro, gioco e relazioni sociali. Ma a quale prezzo?

E ancora: se il cervello umano si adatta plasticamente all’ambiente e l’ambiente sta cambiando in un modo che non ha precedenti, quali sono le conseguenze sul cervello? E sulla nostra identità? E sui rapporti umani?

La neuroscienziata Susan Greenfield – famosa nel Regno Unito per le sue sfide al pensiero convenzionale – mette insieme studi scientifici, ricerche, informazioni e critica culturale per creare un’istantanea dell’“adesso globale”Discutendo l’assunto che le attuali tecnologie sono strumenti innocui, Greenfield esplora se la continua esposizione ai social media, ai motori di ricerca, ai videogame, a Internet  ha la capacità di ricablare i nostri cervelli, e se le menti delle persone nate prima e dopo l’avvento di Internet differiscono.
Enfatizzando l’impatto sui Nativi Digitali – coloro che non hanno mai conosciuto un mondo senza Internet – l’Autrice spiega come il nostro cervello possa essere colpito oggi da un bombardamento senza precedenti di stimoli audiovisivi, come il gioco possa modellare nel cervello un ambiente chimico simile a quello dei gambler, come surfare su Internet rischi di assegnare un vantaggio all’informazione rispetto alla conoscenza e alla comprensione profonda e, soprattutto, come l’uso eccessivo della rete condizioni il nostro ‘ambiente interno’,  limitando, condizionando, se non inibendo la maturazione e lo sviluppo dell’empatia e dell’identità individuale e sociale.