Quando l’amore uccide. Come e perché la violenza femminicida può nascere dalla coppia romantica

 15.00

Anno: 2015
Editore: Franco Angeli
Autore: Antonio Piotti , Maria Sara Mignolli
Argomento: Psichiatria forense e criminologia

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Descrizione

In breve
Uno psicoanalista e una regista, un uomo e una donna, hanno scritto questo saggio e questa piècesull’amore da cui emerge come la violenza non sia altro che il lato osceno dell’amore romantico. Non solo, la violenza è così cruda ai giorni nostri proprio perché le sue ore sono contate: nuove forme di amore, più libere, più emancipate, meno esclusive sembrano dire, nel nome di un narcisismo maturo, che il tempo dell’amore romantico è scaduto.
Presentazione del volume

Quando, con drammatica ripetitività, la cronaca ci riferisce di un uomo che uccide la sua compagna per poi magari colpire a morte se stesso, ognuno di noi sente che quella violenza è – insieme – tanto distante e tanto vicina. Molti dicono che non può essere amore, che, anzi, l’amore è il contrario della violenza: è il desiderio di proteggere e di abbandonarsi, di corteggiare e di attendere; è la passione in seguito alla quale si vuole – innanzitutto – la felicità dell’altro e, in nome di ciò, si sacrifica ogni cosa. Come può esserci amore in chi uccide? Come è possibile che una forma di amore assoluto come quella della passione romantica possa contenere i germi della violenza? Tutti pensano che le coppie che si uccidono devono aver rinnegato l’amore pervertendolo in una pratica crudele e insensata.
E se non fosse così? E se invece le cause della violenza fossero intimamente connesse con quella forma particolare di amore che prende il nome di romanticismo? Se, al di là dei fiori, delle canzoni struggenti, delle dichiarazioni appassionate, dei sospiri e delle lacrime ci fosse l’imposizione di un legame che prevede la definizione dei ruoli e la sottomissione? Se la pretesa libertà degli amanti romantici non fosse altro che un legame totalizzante, esclusivo e violento?
Seguendo questa ipotesi inconsueta, uno psicoanalista e una regista, un uomo e una donna, hanno scritto questo saggio e questa pièce sull’amore da cui emerge come la violenza non sia altro che il lato osceno dell’amore romantico, ma che essa sia così cruda proprio perché le sue ore sono contate: nuove forme di amore, più libere e più emancipate, sembrano dire che il tempo del romanticismo è scaduto.

Antonio Piotti filosofo, psicoterapeuta, è membro del comitato scientifico dell’alta scuola di psicoterapia APRAD Minotauro. È socio della fondazione e della cooperativa Minotauro presso la quale esercita attività clinica e psicoterapeutica. Ha pubblicato Il banco vuoto. Diario di un adolescente in estrema reclusione (FrancoAngeli, 2012); con G. Pietropolli Charmet Uccidersi. Il tentativo di suicidio in adolescenza (Cortina, 2009); con M. Senaldi Lo Spirito e gli Ultracorpi(FrancoAngeli, 1999).
Maria Sara Mignolli da anni si occupa di teatro di ricerca e di innovazione – con un particolare interesse al ruolo del diverso nell’arte e nella filosofia – e di formazione teatrale, ottenendo la docenza in importanti scuole pubbliche e private come il Teatro Carcano di Milano. Dal sodalizio con Antonio Piotti è nato lo spettacolo teatrale Il banco vuoto, tratto dall’omonimo romanzo, di cui ha curato la regia e l’adattamento drammaturgico.

Indice
Maria Sara Mignolli, Introduzione
Notte: nella caverna del mostro
Mattino: parole tra le ombre
(Antropologia della coppia)
Pomeriggio: tu sei il mio sole
(L’illusione dell’unicità; Dialettica del pudore)
Sera: scheletri nell’armadio
(Il romanticismo non è il contrario della violenza)
Notte: ritorno a Morfeo
(Salvare e proteggere)
Antonio Piotti, Come va a finire?
Consigli di lettura.