Sándor Ferenczi “educatore”. Eredità pedagogica e sensibilità clinica

 17.50

Anno: 2014
Editore: Franco Angeli
Autore: Stefania Ulivieri Stiozzi
Argomento: Psicologia

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Descrizione

SándorFerenczi “educatore”? Può sembrare una forzatura addentrarsi nell’opera di uno dei grandi psicoanalisti della prima generazione – allievo tra i più brillanti di Freud e suo stretto collaboratore – per coglierne il portato educativo.
Il pensiero di Ferenczi fu giudicato, allora, un pensiero al limite: troppo audace e “sperimentale” per non essere guardato con sospetto dallo stesso Freud, che ne condannerà la temerarietà clinica, tanto che le sue opere resteranno misconosciute per oltre sessant’anni, e conosceranno solo dalla metà degli anni ottanta una stagione di interesse. La sua opera vasta, poliedrica e a-sistematica permette di leggere in controluce il rapporto tra pedagogia e psicoanalisi, proprio agli albori del suo percorso di definizione scientifica.
Clinico audace e temerario, ricercatore che interroga in profondità le tecniche messe in gioco nella relazione clinica, conoscitore profondo dell’ispirazione spirituale dell’infanzia e attento osservatore dei suoi abusi, Ferenczi è testimone di uno sguardo che interessa quanti, professionalmente e non, si dedicano a una relazione di cura.