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Sulla Psicoanalisi

 27.55

Anno: 2012
Editore: Bollati Boringhieri
Autore: C. Musatti
Argomento:

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Descrizione

Con la sua personalissima intonazione arguta, Cesare L. Musatti era solito ricordare come lui e la psicoanalisi fossero gemelli. Il 20 settembre 1897 Sigmund Freud passò in treno davanti alla casa di Dolo, sulla riviera del Brenta, in cui stava per venire al mondo il suo più eminente seguace italiano. Sarebbe nato il giorno successivo, quando Freud, di ritorno a Vienna, scriveva all’amico Wilhelm Fliess la lettera poi ritenuta l’atto inaugurale di una conoscenza sovvertitrice, pronta a sfidare i filisteismi annidati nella scienza dell’epoca. Il settimino gracile che non sembrava in grado di sopravvivere e l’inaudito scandaglio della psiche, allora sogguardato dai più con sospetto, erano destinati entrambi a una lunga esistenza. Della gemellarità ideale Musatti fece una fratellanza di pensiero e di vita. E affratellato a lui si sentirà anche il lettore di questa raccolta di scritti dispersi o introvabili, che si dispongono con naturalezza centripeta nel libro rappresentativo di un intero percorso. Chi voglia incontrare il teorico, il clinico, l’interprete del proprio tempo, qui sarà colpito dall’affabilità di un vero Maestro che, senza montare mai in cattedra, dà lezione di misura innanzi tutto nel parlare di sé e dei pazienti, dal momento che ogni analisi è insieme autoanalisi. Lapsus, fobie, angosce, attacchi di panico, improvvisi stordimenti, addirittura paranoie: tenendosi lontano dall’esibizione dell’intimità, Musatti trova il modo di porgere la sua micropsicopatologia a riscontro della sofferenza devastante di coloro che ha in cura.